1^ Tappa: Venafro – Isernia – km 28

Da Venafro, si parte dal Convento di San Nicandro e si segue la segnaletica (freccia giallo-rossa) in direzione del Comune di Pozzilli, attraversando una campagna di ulivi e poi costeggiando la ferrovia Vairano – Isernia fino a giungere nell’abitato di Roccaravindola. Superato il Fiume Volturno, Ponte 25 Archi, si giunge in località Oasi San Nazzaro. Si percorre prima una strada sterrata e poi diverse strade secondarie che portano alla località Temennotte e poi alla Città di Isernia. Il nucleo abitativo principale di Isernia è situato sull’ampio crinale di una collina oblunga dell’Appennino meridionale, la quale separa due corsi d’acqua paralleli di modesta portata, il Carpino e il Sordo. La città sorge lungo il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, ed è circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord-ovest. Tra i primi insediamenti paleolitici documentati d’Europa, nell’antichità fu una fiorente città sannita, capitale della Lega Italica e in seguito Municipium romano.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Convento di San Nicandro (Venafro), La Petit Maison (Isernia), Sole Luna (Isernia).

Attrattive: Centro Storico di Venafro, Oasi del Fiume Volturno, Convento di San Nicandro, Borgo Medioevale di Roccaravindola, Castello di Monteroduni, Centro storico di Isernia, Museo Nazionale del Paleolitico


1^ Tappa (variante): Pietrabbondante – Carpinone – Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso – km 31

Pietrabbondante, si trova nell’Alto Molise, a 1027 m s.l.m. incastonato fra enormi massi detti “Morge” ai piedi del monte Saraceno (1250 m s.l.m.). I resti delle fortificazioni sannitiche sul monte Saraceno testimoniano la presenza umana sul territorio di Pietrabbondante sin da epoca remota. Nei pressi del centro abitato si trovano i resti dell’antico insediamento che fu il più importante santuario e centro politico dei Sanniti tra il II secolo a.C. e il 95 a.C., fra cui il teatro e tempio italico. L’area archeologica costituisce il più importante santuario e centro politico dei Sanniti. La zona di maggiore interesse è costituita da uno spazio rettangolare che presenta, nella parte anteriore, un teatro e, in quella posteriore e più in alto, un grande tempio, in asse con il teatro e delimitato lateralmente da due ampi porticati.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Casa Vacanze (Carpinone).

Attrattive: Attrattive: Teatro Sannitico di Pietrabbondante, Centro Storico e Castello di Caldora di Carpinone, Riserva Naturale di Collemeluccio, Castello D’Alessandro di Pescolanciano, Cascate di Carpinone, Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso.


2^ Tappa (variante): Isernia – Carpinone – Sant’Angelo in Grotte – Santa Maria del Molise – km 22

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: La Petit Maison (Isernia), Sole Luna (Isernia), Casa Vacanze (Carpinone).

Attrattive: Centro storico di Isernia, Museo Nazionale del Paleolitico, Centro Storico e Castello di Caldora di Carpinone, Centro Storico di Sant’Angelo in Grotte, Parco dei Mulini – Santa Maria del Molise.


2^ Tappa: Isernia – Castelpetroso – Indiprete – km 13

Da Isernia, si segue la segnaletica (freccia giallo-rossa) in direzione dell’abitato di Pettoranello del Molise, attraversando una rete di sentieri boscosi e di viabilità rurale. Giunti nel centro abitato si prosegue per la fonte Vecchia nell’ampio pianoro del Lago. Si percorre un sentiero fino a giungere al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso per poi proseguire in direzione del Borgo di Indiprete.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Casa del Pellegrino (Castelpetroso), L’Angolo Fiorito (Indiprete), Nel Verde di Carinci (Indiprete).

Attrattive: Borgo di Indiprete, Centro storico di Castelpetroso, Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso.


3^ Tappa: Indiprete – Bojano – km 20

Da Indiprete, si segue la segnaletica (freccia giallo-rossa) in direzione dell’abitato di Santa Maria del Molise. Giunti nel centro abitato, in corrispondenza del Parco dei Mulini si prosegue per l’abitato di Cantalupo. Giunti nel centro storico si prosegue seguendo la traccia del Regio Tratturo Pescasseroli – Candela fino al centro Storico di Bojano. Importante città dei Sanniti, fu conquistata dai Romani nel III secolo a.C. a seguito della battaglia di Boviano. Nel VI secolo vi fu fondata la diocesi, collegata a Campobasso; facente parte del Ducato di Benevento, nel XIII secolo divenne la capitale del ducato omonimo, per poi entrare a far parte del Contado di Molise.

Criticità del Percorso. In corrispondenza della S.P. 38 per San Massimo, seguendo il tracciato del Tratturo si percorre il greto di un torrente che nei mesi primaverili – estivi risulta asciutto e lo si può percorrere, invece, nei periodi autunno-inverno bisogna fare una deviazione seguendo la segnaletica ufficiale. Si attraversa la Strada Statale 17 e si percorre una strada asfaltata fino al centro abitato di Bojano.

Traccia GPS

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Il Girasole (Santa Maria del Molise), Nelle Stanze del Matese (Bojano).

Attrattive: Borgo di Indiprete, Parco dei Mulini – Santa Maria del Molise, centro storico di Bojano.


4^ Tappa: Bojano – Altilia – Sepino – km 18

Da Bojano, si segue la segnaletica (freccia giallo-rossa) passando vicino alla sorgente del Fiume Biferno. Si segue la traccia del Regio Tratturo, attraversando i comuni di San Polo Matese, Campochiaro, e Guardiaregia, fino a giungere agli scavi archeologici dell’antica città di Altilia per poi proseguire per il centro storico di Sepino. Altilia è un’area archeologica di epoca romana ubicata nella regione Molise, e situata nella piana alle falde del Matese aperta sulla valle del fiume Tammaro. Il sito, localizzato lungo l’antichissimo tratturo Pescasseroli-Candela, sorge 3 km a nord dell’attuale borgo di Sepino, cinto da mura medievali e posto a circa 700 m s.l.m.. Una collocazione geografica certamente favorevole e strategica, perché posizionata in un’area di cruciale importanza economica, la piana di Boiano, su un nodo stradale che collegava già tra il IV ed il III sec. a.C. il Sannio Pentro con il territorio dei Peligni a nord e l’Irpinia a sud, con un agevole accesso sia in Campania sia in direzione della costa adriatica della Daunia.

Criticità del Percorso. Seguendo il percorso del Tratturo da Campochiaro a Guardiaregia, in corrispondenza del Torrente Quirino, è possibile l’attraversamento nei mesi estivi quando il livello della portata e minima, invece, negli altri periodi e consigliabile seguire la segnaletica ufficiale e percorrere una variante del percorso.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Porta Tammaro (Altilia –Sepino).

Attrattive: Centro storico di Bojano, Civita di Bojano, Oasi di Guardiaregia, Area Archeologica di Altilia, Area Archeologica Saipins Sannita, centro storico di Sepino.


5^ Tappa: Sepino – Fragneto Monforte – km 29

Da Sepino, si segue la segnaletica (freccia giallo-rossa) in direzione di Sepino Scalo e poi si prosegue sulla SP 53 fino al bivio con la SP 56 (Tratturello Morcone-Cercemaggiore). In alternativa nei periodi estivi da Sepino (campo di calcio), seguendo la segnaletica ufficiale, si percorre il Regio Tratturo fino a giungere sulle sponde del Fiume Tammaro. Si guada il fiume camminando nei punti dove il livello dell’acqua è minimo che permette il passaggio da una sponda all’altra. Giunti sulla SP 53, si prosegue per la SP 56 fino al bivio della SP 55. Da questo punto si può proseguire in direzione della contrada Piana di Morcone, e poi sulla strada che costeggia l’invaso di Campolattaro. Attraversato il Centro Storico di Campolattaro si prosegue per Fragneto Monforte. Oppure, si può proseguire in direzione del Centro Storico di Morcone e seguire la segnaletica (freccia giallo-rossa) fino a Fragneto Monforte. La collina e l’abitato di Fragneto Monforte, per la loro felice posizione e per la presenza del vicino Regio Tratturo, ha ricoperto un importante ruolo strategico per le popolazioni che via via si sono insediate nel Sannio. Dell’importanza di tale posizione restano a testimonianza le tracce di occupazione, ancora visibili, lasciate nel corso dei secoli da Sanniti e Romani prima, poi da Goti, Bizantini e Saraceni, ed ancora da Longobardi e Normanni. Difatti, antiche feste tradizionali, alcune usanze ed il nome stesso del piccolo centro testimoniano le influenze e le contaminazioni verificatesi nel tempo con il passaggio di queste popolazioni.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Ospitalità Comunale (Fragneto Monforte).

Attrattive: Centro storico di Morcone, Oasi del Lago di Campolattaro, Centro Storico di Fragneto Monforte.


6^ Tappa: Fragneto M. – Pietrelcina – Benevento – km 24

Da Fragneto Monforte si segue la segnaletica (freccia giallo-rossa) in direzione di Pietrelcina attraversando una rete di strade rurali. Giunti a Pietrelcina si prosegue per Benevento, attraversando un paesaggio collinare tipico della provincia beneventana. La città si trova nell’entroterra appenninico della Campania, nella parte meridionale della regione storica del Sannio, in una posizione quasi equidistante dai mari Tirreno e Adriatico. Chiamata inizialmente Maloenton dalle native popolazioni osco-sannitiche, per poi essere rinominata dagli antichi romani prima Maleventum e infine Beneventum, la città vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico e archeologico, frutto delle varie dominazioni ed affiliazioni susseguitesi nel corso della sua storia. Dal giugno del 2011 la chiesa di Santa Sofia, edificata nel 760 dal duca longobardo Arechi II, è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità Unesco all’interno del sito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere. Simbolo della città è l’arco di Traiano che risulta essere uno degli archi trionfali romani con rilievi meglio conservati.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: B&B La Gardenia (Pietrelcina), B&B Padre Pio (Pietrelcina), Fattoria La Cinta (Benevento), Ospitalità Religiosa del B. Giuseppe Moscati (Benevento).

Attrattive: Centro storico di Pietrelcina, Casa natale di Padre Pio, Centro Storico di Benevento, Chiese e Monumenti della città di Benevento.


7^ Tappa: Benevento – Calore di Mirabella Eclano – km 21

Da Benevento si parte dall’Arco di Traiano si attraversa il centro storico, e poi l’intero viale Atlantici fino a giungere alla fine del centro abitato. Giunti in località Ponte delle Tavole si prosegue su una stradina asfaltata che dovrebbe corrispondere al tracciato dell’Antica Via Appia. Il tracciato dell’Antica Via Appia lo seguiamo fino a Ponte Rotto, dove si possono ammirare i resti di un vecchio Ponte di epoca Romana che serviva per l’attraversamento del Fiume Calore. Giunti a Ponte Rotto si possono scegliere due tracciati: un tracciato segue l’antica via fino alla località Calore di Mirabella E. però è fattibile nei mesi estivi quando il livello del fiume è minimo e permette di camminare nel letto del fiume. Oppure, attraversare il Torrente delle Mele in un punto dove si può passare facilmente e proseguire per la SS 7 Castel del Lago – Calore. In località Passo di Mirabella Eclano sorgeva l’antica Aeclanum il cui primo impianto può risalire alla fine del III sec. a.C.. Il centro fu dotato inizialmente di una cinta muraria in legno (Appiano), successivamente incendiata dal dittatore Silla nell’anno 89 a.C.. Intorno al I sec. a.C., l’impianto della fortificazione fu ricostruito in opera reticolata, seguendo un andamento irregolare che delimitava un pianoro di forma triangolare. La città risulta abitata sino al VII sec. d.C.. Dall’VIII sec. il sito viene ricordato con il toponimo di Quintodecimo, attestante la distanza del centro da Benevento di quindici miglia.

Criticità del Percorso. Giunti a Ponte Rotto si possono scegliere due tracciati: un tracciato segue l’antica via fino alla località Calore di Mirabella Eclano che è fattibile nei mesi estivi quando il livello del fiume è minimo e permette di camminare nel letto del fiume (periodo estivo). Oppure, attraversare il Torrente delle Mele in un punto dove si può passare facilmente e proseguire per la SS 7 Castel del Lago – Calore.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: B&B da Renato (Calore di Mirabella).

Attrattive: Antica Via Appia, Ponte Rotto, Valle del Fiume Calore.


8^ Tappa: Calore – Mirabella E. – Gesualdo – Villamaina – km 24

Da Calore si prosegue in direzione di Mirabella Eclano, nei pressi dell’area archeologica dell’antica Aeclanum di epoca Romana, si segue la segnaletica in direzione dell’abitato di Fontanarosa, prima e poi dopo una decina di chilometri in direzione di Gesualdo per proseguire per il paese di Villamaina. Gesualdo è un borgo che sorge su un dolce rilievo collinare nell’Appennino meridionale. In questa “terra di mezzo”, visse il compositore madrigalista Carlo Gesualdo (1566-1613) principe di Venosa, tra le mura del possente Castello, antica rocca di difesa, che domina lo sperone roccioso della parte antica della cittadina (e le cui origini si fanno risalire all’epoca longobarda). Seppur vi siano tracce di antichi insediamenti già prima della nascita di Cristo, è durante il periodo longobardo e soprattutto in quello normanno che Gesualdo cominciò ad avere uno sviluppo dell’aggregato urbano, proprio attorno alla suddetta rocca, che fu trasformata poi, con il passare dei secoli, da struttura difensiva ad abitativa, fino a diventare il maestoso e possente Castello che caratterizza il panorama attuale. Per volontà del principe Carlo Gesualdo il castello venne trasformato da fortezza militare ad una dimora, sede di un vero e proprio “cenacolo musicale” verso la fine del ‘500, in cui furono accolti letterati e poeti.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Zembalo (Gesualdo), Rifugio Casa Agricola Penna Bianca (Villamaina), Residence Fontanarosa (Fontanarosa).

Attrattive: Area archeologica di Aeclanum, centro storico e castello di Gesualdo, Terme di San Teodoro di Villamaina.


9^ Tappa: Villamaina – Guardia Lombardi – km 15

Da Villamaina si segue la segnaletica in direzione dell’abitato di Rocca S. Felice. Giunti nei pressi del Sito Geologico delle Mefiti, di particolare interesse storico-archeologico, si prosegue in direzione Rocca San Felice, e dopo alcuni chilometri si arriva a Guardia Lombardi. L’abitato è posizionato in affaccio fra la valle dell’Ufita e la valle dell’Ofanto, a nord del monte Cerreto, nell’Irpinia orientale, ed è circondato da boschi e campagne verdi caratterizzate dalla presenza delle tipiche costruzioni rurali.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: B&B Il Borgo (Guardia Lombardi), Mercatino Gianni (ristoro e colazioni) (Guardia Lombardi)

Attrattive: Mefiti, centro storico e castello di Rocca San Felice, centro storico di Guardia Lombardi.


10^ Tappa: Guardia Lombardi – Bisaccia – km 18

Da Guardia Lombardi si segue la segnaletica in direzione della località di Santa Maria Manganelli, attraversando un paesaggio collinare confuso da una invasiva presenza di pale eoliche fino all’ abitato di Bisaccia. Ha origini medioevali, sebbene scavi archeologici abbiano rivelato che il luogo era già abitato nella Preistoria. Testimonianze di una frequentazione in età arcaica della zona provengono dalla collina denominata Cavallerizza-Cimitero Vecchio, dove è stato localizzato un consistente insediamento all’aperto in cui si sono scoperti fondi di capanna ed altre strutture abitative riconducibili cronologicamente ad un periodo compreso fra l’eneolitico e la fine del VII secolo a.C. Alla stessa epoca sembrano risalire anche le numerose tombe a fossa dell’età del Ferro, rinvenute fuori l’abitato. All’età tardo-romana si riferiscono, invece, i resti di una villa rurale e di un santuario, scoperti in località Oscata. L’attuale nome del paese sembrerebbe derivare dal latino tardo “bisaccium”, riferibile alla sacca portata ad armacollo durante i viaggi, ma non è ancora nota la ragione di tale designazione. Il centro ha origine in età longobarda ed a questo periodo appartengono le strutture murarie messe in luce nei pressi della torre quadrangolare del locale castello ducale.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Agriturismo Radici Contadine (Bisaccia).

Attrattive: Centro storico e castello di Bisaccia.


11^ Tappa: Bisaccia – Monteverde – km 18

Da Bisaccia, si attraversa il Borgo Antico con il Castello Ducale e si prosegue per il Bosco Cuccari. Attraversato il Bosco, si giunge nel territorio comunale di Aquilonia, dove si può visitare il Parco archeologico di Carbonara. Si prosegue lungo il tracciato, individuato con la segnaletica (freccia giallo-rossa), fino ad incrociare la strada che conduce al Lago artificiale di San Pietro, e poi, al borgo antico di Monteverde. Le origini del Comune risalgono al IV-III sec. a.C., la testimonianza è data dalle mura pelasgiche che proteggevano un insediamento sannita, forse identificabile con Cominium Ocritum, assoggettato insieme con tutta l’Irpinia dai Romani nel 293 a.C.; la presenza romana è documentata dai resti del ponte sul fiume Ofanto, chiamato Pietra dell’Oglio, e dai ritrovamenti di oggetti d’arte, armature, monete e reperti provenienti dalle colonie greche.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Albergo Ristorante Sogno d’Oro (Monteverde).

Attrattive: Parco Archeologico del Centro Antico di Carbonara, Borgo Storico di Monteverde, Lago artificiale San Pietro.


12^ Tappa: Monteverde – Melfi – km 22

Da Monteverde, si attraversa l’area boschiva situata tra la valle del fiume Ofanto e il centro abitato, si costeggia il fiume per alcuni chilometri fino ad un ponte che conduce dall’altra parte della sponda fluviale. Si prosegue, su un tracciato ai piedi del versante Nord-Occidentale del M.te Vulture fino a giungere nel centro storico Melfese. Melfi è uno scrigno di bellezze culturali e sacre da scoprire, immersa nella splendida cornice paesaggistica del Vulture Melfese, la città federiciana ha una cinta muraria unica nell’Italia meridionale, circondata interamente da antiche mura normanne con torrioni di avvistamento. L’abitato è dominato dal maestoso castello normanno-svevo, costruito, appunto, dai normanni e ampliato da Federico II di Svevia, nelle cui stanze, ha sede il “Museo Archeologico Nazionale del Vulture Melfese Massimo Pallottino”.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Ostello Il Tetto (Melfi).

Attrattive: Centro storico e Castello Federiciano di Melfi.


13^ Tappa: Melfi – Lagopesole – km 29

Da Melfi, si cammina lungo il versante orientale del M.te Vulture, fino ad arrivare nel cento abitato di Rionero in Vulture, caratterizzato da un paesaggio collinare con vigneti e uliveti. La storia del paese è legata alle figure del Meridionalista Giustino Fortunato e del brigante Carmine Donatelli detto “Crocco”, entrambi nati in questo comune del Vulture. Da Rionero si prosegue in direzione Lagopesole seguendo la segnaletica ufficiale. L’attrazione principale è rappresentata dal Castello federiciano, in cui Federico II, Imperatore di Svevia, amava rifugiarsi per dedicarsi all’arte venatoria, una delle sue passioni, ed è stato il luogo prediletto da Manfredi di Svevia. L’affascinante maniero medioevale, sorge su una collinetta tra i fiumi Ofanto e Bradano, in posizione dominante sul borgo di Lagopesole.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: La Casa di Aldo (Lagopesole), La Taverna – Trattoria (Lagopesole)

Attrattive: Laghi di Monticchio, Monte Vulture, Castello Federiciano di Lagopesole.


14^ Tappa: Lagopesole – Acerenza – km 26

Da Lagopesole si segue il tracciato in direzione di Acerenza, che è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, denominata “città cattedrale” per l’imponente tempio che troneggia al centro del borgo antico, dedicato a Santa Maria Assunta e a San Canio (XI-XIII sec.). Per la sua posizione il poeta latino Orazio definì “caelsae nidum Acherontiae”, “il nido d’aquila dell’alta Acerenza”.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Ospitalità da Michele (Acerenza), Ristorante Al Duomo (Acerenza)

Attrattive: Centro Storico e Monumenti, Cattedrale di Santa Maria Assunta e a San Canio, Parco Urbano dei Palmenti, Lago di Acerenza.


15^ Tappa: Acerenza – Irsina – km 41

Da Acerenza si parte in direzione di Genzano di Lucania, nella valle del F. Bradano. Si cammina costeggiando il fiume fino a Irsina. Trattasi di una tappa di circa 40 Km, in tal caso si può scegliere di suddividere il percorso di tappa in due giorni, con sosta del primo giorno a Genzano di Lucania e il successivo a Irsina, città dal forte valore storico e culturale è uno dei più antichi paesi della Basilicata e sorge sulla cima di un colle roccioso.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Ristorante La Contessa (Irsina)

Attrattive: Centro storico di Irsina.


15^ Tappa (variante): Acerenza – Genzano di Lucania Irsina – km 20

La 15^ tappa è lunga 40km. Si può scegliere di spezzare in due tappe con una piccola deviazione a Genzano di Lucania.


16^ Tappa: Irsina – Picciano – km 30

Da Irsina a Picciano, il percorso si svolge nell’intera Valle del F. Bradano. Si attraversa il Bosco Difesa Grande ai confini tra la Puglia e la Basilicata fino a giungere nel bosco di Picciano dove è prevista la sosta presso gli alloggi del Santuario di S. Maria di Picciano. L’antichissimo Santuario sorge su una delle numerose alture nei dintorni di Matera, a Nord Ovest rispetto la città dei Sassi, in un paesaggio molto suggestivo dominato da una fitta vegetazione. In corrispondenza del bosco difesa grande, a pochi chilometri dalla traccia del percorso, si colloca il Comune di Gravina di Puglia, noto per il suo centro storico e i vari monumenti di interesse storico- artistico.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: Alloggi Monastero S. Maria di Picciano (mangiare e dormire) N.b: prendere accordi per lenzuola.

Attrattive: Santuario S. Maria di Picciano, Bosco Difesa Grande, Centro storico e Monumenti di Gravina di Puglia.


16^ Tappa (variante): Irsina – Gravina di Puglia – km 28 – Gravina di Puglia – Altamura – km 14 – Altamura – Matera – km 22

Da Irsina si può scegliere di passare per i due centri storici di Gravina di Puglia e Altamura.

Il centro di Gravina in Puglia ha un volto nascosto. Sotto l’abitato, si conserva in ottimo stato un mondo sotterraneo fatto di cunicoli, cantine, chiese rupestri, granai, forni seicenteschi. Da piazza Benedetto XIII partono le scalinate che conducono ai quartieri più antichi, tra le case medievali e le chiese rupestri, tra cui la più importante è quella dedicata al patrono, San Michele. L’esplorazione della civiltà rupestre di Gravina continua nel Museo Pomarici Santomasi, che custodisce importanti reperti come gli affreschi della Cripta rupestre di San Vito Vecchio. 

La città di Altamura ha molte peculiarità che la rendono conosciuta e meta di visitatori. È nota soprattutto per il suo patrimonio archeologico e per le bellezze architettoniche del suo centro storico. Il territorio dolce e ricco ha favorito, nel tempo, lo sviluppo di un’agricoltura florida, in particolare dedita alla coltivazione dei cereali, accanto alla quale si è sviluppata l’industria di trasformazione del grano, con la produzione di diversi tipi di semole e farine. I famosissimi ritrovamenti fossili dell’Uomo di Altamura sono testimonianza della presenza umana in questo territorio già 40.000 anni prima di Cristo. In un tempo molto più recente, intorno al 500 a.C., vennero costruite le mura megalitiche che diedero il nome alla città (Alte-Mura). A questo periodo seguirono molte dominazioni e conquiste, che videro una conclusione solo con l’arrivo, nel 1232, di Federico II, il cui regno diede il via alla rinascita della città, che si ripopolò di genti arabe, greche ed ebree e si dotò della sua famosa cattedrale. E’ in questo periodo storico che la città assume il suo aspetto caratteristico con i “claustri”, piccole piazzette circondate di viuzze.

Attrattive: Centro Storico e monumenti di Gravina di Puglia, civiltà rupestre di Gravina, Centro Storico e monumenti di Altamura, Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nel quale si trova una delle più grandi doline della Murgia, il Pulo di Altamura. L’Uomo di Altamura, uno dei più importanti ritrovamenti archeologici del territorio. Si tratta di un fossile umano ritrovato nella grotta di Lamalunga: le datazioni sono ancora in corso ma accertamenti sul dna, prelevato da una scapola, sembrano collocarlo nel periodo Neanderthaliano. Masseria Jesce, si trova sull’antico tracciato della via Appia, e custodisce una cripta rupestre con affreschi di origine bizantina. Orme di Dinosauri, in una cava abbandonata (località Pontrelli), è stato scoperto un giacimento, risalente a circa 70 milioni di anni fà (Cretaceo), di oltre 4000 impronte ben conservate di dinosauri, organizzate in vere e proprie piste.

  1. Traccia GPS Irsina – Gravina
  2. Traccia GPS Gravina – Altamura mB&B-duca orsini via santa sofia 21 (centro) GRAVINA DI PUGLIA TEL-080-322 4322-cell -339-7943945
  3. LEONARDO–GIOVANNA

OSTELLO XENIA ALTAMURA/GIOVANNI CELL. 328/925 4928


17^ Tappa: Picciano – Matera – km 15

Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Matera è la città dei Sassi, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana, il cui paesaggio rappresenta il contesto originario terra dei luoghi, sviluppatosi nel tempo con gli insediamenti urbani soltanto sul versante dei Sassi. Il Parco custodisce gli insediamenti più antichi del territorio. Tra questi la Grotta dei Pipistrelli i cui ritrovamenti paleolitici sono conservati presso il Museo Nazionale Domenico Ridola a Matera, i villaggi neolitici di Murgecchia, Murgia Timone e Trasanello a nord e i villaggi rupestri della Selva, il villaggio Saraceno a Sud.

Dove Dormire e Servizi di Ristorazione: B&B Villaggio del Fanciullo S. Antonio (Matera).

Attrattive: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri.